1.jpg2.jpg3.jpg4.jpg5.jpg

La fiera di settembre

DIMENSIONE DEL TESTO

E' proprio a Santa Margherita di Belìce che si svolge la Fiera più importante di tutto l'hinterland e precisamente la Fiera di Settembre (3-4-5) che tra le altre cose è dedicata anche al patrimonio zootecnico del territorio. Infatti durante tale fiera si svolge la "Mostra della Pecora della Valle Del Belìce”.

Questa razza ha spiccata attitudine per la produzione del latte; nasce da un incrocio tra le razze siciliane Pinzirita e Comisana con la razza Sarda. Probabilmente furono i Saraceni ad introdurla dopo le predazioni avvenute in vaste aree del Mediterraneo,tra cui anche la Sardegna. Sono circa 60.000 i capi allevati prevalentemente nei territori di S. Margherita di Belìce, Montevago, Menfi, sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Caltabellotta e Sciacca, sul lato destro del Fiume Belìce; o nei territori di Campobello di Mazara, Castelvetrano, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta, Gibellina, Poggioreale e Camporeale, ad ovest del Fiume Roccamena e al centro dei due rami del Belìce.

L'opera di selezione condotta nel corso dei secoli dagli allevatori ha consentito di raggiungere prestazioni produttive di alto livello che consentono a questa pecora di essere inserita a pieno titolo tra le migliori razze ovine d'Italia per il latte.

 

La fiera mercato degli attrezzi agricoli

“Opere di etnologia” in mostra per la centenaria fiera del bestiame a Santa Margherita di Belice. Il mondo agro-pastorale ogni anno si mette in mostra con i suoi animali e i suoi attrezzi richiamando ogni anno migliaia di visitatori che contadini non sono.

Praticamente non c’è oggetto, utensile o arnese di una agricoltura o pastorizia che non si trovi. Arnesi ancora oggi visibili materialmente ma, nei prossimi decenni, destinati a scomparire del tutto al cambio di generazione. Oggetti che nel tempo hanno avuto un valore pratico, i quali così narrano l’intelligenza e la capacità manuale dell’uomo. Non sono opera d’arte … ma il tempo conferirà di certo questo valore.

Sono un pezzo della storia umana e del lavoro dei campi che si celano dietro ogni oggetto della cultura contadina esposta. Oggetti prodotti da artigiani e contadini i cui volti e nomi resteranno per sempre sconosciuti, travolti, come sono stati, dalla superficie fragorosa della storia, in attesa che la “lunga durata”, consenta ad essi di riemergere.